Fungo chaga nero dalla texture irregolare cresciuto su tronco di betulla bianca in foresta boreale
Pubblicato il Gennaio 27, 2026

Avete digitato “antiossidante naturale potente” e vi siete ritrovati sommersi da promesse miracolose. Ogni prodotto vanta numeri impressionanti, benefici straordinari, tradizioni millenarie. Poi avete provato qualcosa, speso soldi, e non è successo nulla. Conosco questa frustrazione. Negli ultimi anni ho analizzato decine di studi sui funghi medicinali, e il chaga emerge con una particolarità: non promette tutto, ma quello che fa, lo fa con meccanismi documentati dalla ricerca. Vediamo cosa dice davvero la scienza, senza esagerazioni.

Informazione importante

Questo contenuto è fornito a scopo informativo e non costituisce un parere medico. Gli integratori alimentari non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Consultate un professionista sanitario prima di assumere qualsiasi integratore.

In sintesi

  • Il chaga contiene SOD, melanina e betaglucani: tre antiossidanti con meccanismi diversi
  • I valori ORAC sono impressionanti ma misurano solo capacità in vitro
  • La qualità varia enormemente: cercate estratti titolati con provenienza certificata
  • Consultate un medico se assumete farmaci anticoagulanti o per il diabete

Cosa rende il chaga un antiossidante fuori scala

La maggior parte degli articoli sul chaga elenca benefici generici. Rallenta l’invecchiamento. Supporta le difese. Protegge le cellule. Ma cosa significa concretamente? Il chaga (Inonotus obliquus) si distingue per tre composti che agiscono con meccanismi diversi, e questa combinazione è ciò che lo rende particolare.

L’interno arancione del chaga rivela la presenza di composti bioattivi come triterpeni e betulina



Il primo è la superossido dismutasi (SOD), un enzima che il vostro corpo produce naturalmente ma in quantità decrescenti con l’età. Secondo Cure-Naturali, la SOD è considerata uno degli antiossidanti più potenti prodotti in natura, capace di neutralizzare i radicali superossido prima che danneggino le membrane cellulari. Il chaga ne contiene concentrazioni significative, e questo lo differenzia da antiossidanti “passivi” come la vitamina C.

111-159 µg/g

contenuto di betulina misurato in campioni di chaga analizzati

Il secondo composto è la melanina. Sì, lo stesso pigmento della vostra pelle. Nel chaga raggiunge concentrazioni elevate, conferendogli quel colore nero caratteristico. La melanina agisce proteggendo il DNA dallo stress ossidativo, con un meccanismo complementare a quello della SOD. Uno studio pubblicato su PubMed nel 2022 ha quantificato il contenuto di betulina nei campioni analizzati tra 111 e 159 µg/g, confermando la ricchezza biochimica di questo fungo.

Terzo elemento: i betaglucani. Questi polisaccaridi non sono antiossidanti diretti, ma modulano la risposta immunitaria. Ho notato che spesso vengono confusi con gli antiossidanti quando in realtà lavorano su un altro fronte. Se vi interessano le strategie naturali per il sistema immunitario, i betaglucani del chaga rappresentano un’opzione studiata dalla ricerca, anche se con evidenze ancora prevalentemente precliniche.

Quello che molti non considerano: questi tre composti agiscono simultaneamente. Non è la quantità di un singolo antiossidante a fare la differenza, ma la sinergia tra meccanismi diversi.

ORAC e altri test: cosa dicono davvero i numeri

Cercate “chaga ORAC” e troverete numeri impressionanti. Valori superiori a qualsiasi altro alimento naturale. Grafici che mostrano il chaga svettare sopra mirtilli, açai, melograno. Numeri che vendono. Ma c’è un problema.

L’ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) misura la capacità antiossidante in vitro, cioè in laboratorio. Secondo la Fondazione Veronesi, nel 2012 l’USDA ha rimosso il proprio database ORAC perché “i dati sulla capacità antiossidante generati da metodi in vitro non possono essere equiparati agli effetti in vivo”. Tradotto: quello che succede in provetta non riflette necessariamente quello che succede nel vostro corpo.

Il confronto seguente mette a paragone alcuni alimenti considerati ricchi di antiossidanti, includendo criteri spesso ignorati nelle classifiche semplificate che trovate online.

Confronto antiossidanti naturali: oltre i semplici valori ORAC
Alimento ORAC indicativo Biodisponibilità Evidenze cliniche
Chaga (estratto) Tra i più alti Variabile (dipende da estrazione) Prevalentemente precliniche
Mirtilli Alto Buona Moderate (cardiovascolari)
Açai Molto alto Moderata Limitate
Curcuma Medio Bassa (senza piperina) Moderate (infiammazione)

Secondo i dati Bandini Pharma 2025, il chaga presenta uno dei più alti valori ORAC tra i funghi medicinali, ma questo va contestualizzato. La Fondazione Veronesi sottolinea che non esistono prove sufficienti che i benefici possano essere attribuiti esclusivamente alle proprietà antiossidanti misurate in laboratorio.

I test ORAC vengono eseguiti in laboratorio e misurano reazioni chimiche, non effetti biologici reali



Soyons clairs: il chaga ha davvero potenziale antiossidante. Ma quando qualcuno vi dice “è il più potente in assoluto”, chiedete sempre: misurato come? In quali condizioni? Con quale metodologia? Se siete interessati a esplorare prodotti di qualità, potete approfondire le caratteristiche del fungo chaga verificando sempre provenienza e metodo di estrazione.

Come scegliere un chaga che funziona davvero

Nella mia analisi del mercato italiano degli integratori di chaga, ho riscontrato una realtà scomoda. Molti prodotti economici presentano concentrazioni di principi attivi significativamente inferiori rispetto a quelli certificati. Non parlo di differenze marginali.

La forma in capsule permette un dosaggio preciso, ma la qualità dell’estratto rimane il fattore determinante



Attenzione: errore comune

Acquistare chaga in polvere economica senza verificare provenienza e metodo di estrazione può significare assumere un prodotto con concentrazione di principi attivi significativamente inferiore. Secondo l’analisi qualità Nutrienti e Supplementi, i valori di glucani nei campioni analizzati variavano da 19 a 60 g/100g, una differenza enorme.

L’errore più comune che osservo? Scegliere in base al prezzo o alle recensioni, ignorando le specifiche tecniche. L’utilizzo di estratti titolati e standardizzati è fondamentale affinché il trattamento sia efficace e riproducibile, come sottolinea la stessa fonte. Non tutti i prodotti sono uguali.

Criteri di verifica prima dell’acquisto


  • Provenienza dichiarata: preferibile Siberia, Finlandia o Canada

  • Metodo di estrazione indicato: doppia estrazione acqua e alcol

  • Percentuale betaglucani specificata: cercate almeno 20%

  • Estratto da carpoforo, non da micelio su substrato

  • Test metalli pesanti o certificazione biologica disponibili

Questa lista non è esaustiva, ma copre i criteri principali. Un prodotto che non indica almeno tre di questi elementi dovrebbe farvi riflettere. Meglio spendere qualcosa in più per un estratto documentato che risparmiare su un prodotto di cui non sapete nulla.

Domande frequenti sul chaga antiossidante

Il chaga è davvero l’antiossidante più potente?

Il chaga presenta valori ORAC tra i più alti misurati per alimenti naturali, ma questa misurazione ha limiti. L’ORAC è un test in vitro che non riflette necessariamente gli effetti nel corpo umano. Ciò che rende il chaga interessante è la combinazione di SOD, melanina e betaglucani, non un singolo numero.

Qual è la differenza tra chaga in polvere e in estratto?

La polvere è semplicemente il fungo essiccato e macinato. L’estratto è ottenuto attraverso processi che concentrano i principi attivi, rendendo biodisponibili composti altrimenti difficili da assorbire. Per uso antiossidante, gli estratti titolati sono generalmente preferibili.

Quanto chaga assumere al giorno?

Non esiste un dosaggio universale validato. I produttori di estratti titolati indicano generalmente 500-1500 mg al giorno, ma questo varia in base alla concentrazione. Seguite le indicazioni del prodotto specifico e consultate un professionista sanitario.

Il chaga ha controindicazioni?

Secondo le indicazioni di Aroma-Zone, il chaga può interagire con anticoagulanti avendo effetto fluidificante del sangue, è sconsigliato in caso di malattie autoimmuni, e può interagire con farmaci antidiabetici per i suoi effetti sui livelli di insulina. In gravidanza e allattamento, evitate l’assunzione senza parere medico.

Gli antiossidanti del chaga fanno bene alla pelle?

La melanina e la SOD contenute nel chaga sono studiate per le loro proprietà protettive contro lo stress ossidativo, che contribuisce all’invecchiamento cutaneo. Se vi interessano approcci integrati, potete approfondire anche i rimedi naturali per la cura della pelle che combinano nutrizione e cura esterna.

Il prossimo passo per voi

Se dovete ricordare una cosa sola: i numeri impressionanti non bastano. Il chaga ha meccanismi antiossidanti documentati dalla ricerca, ma la qualità del prodotto che scegliete determina se otterrete qualcosa di concreto o solo un costoso placebo. Verificate provenienza, estrazione, titolazione. Diffidate di chi promette miracoli senza specifiche tecniche.

Limiti e precauzioni da ricordare

  • I valori ORAC sono misure in vitro che non riflettono necessariamente gli effetti nel corpo umano
  • Gli studi citati sono prevalentemente preclinici; la ricerca clinica su umani è ancora limitata
  • Possibili interazioni con anticoagulanti e farmaci per il diabete richiedono parere medico
  • La qualità varia enormemente tra produttori: non tutti i prodotti sono equivalenti

Prima di acquistare qualsiasi integratore di chaga, una domanda da porvi: il produttore fornisce dati verificabili sulla concentrazione di principi attivi? Se la risposta è no, probabilmente state pagando per una promessa, non per un prodotto.

Scritto da Matteo Ricci, divulgatore scientifico specializzato in nutraceutica e funghi medicinali dal 2018. Ha analizzato oltre 150 studi peer-reviewed su adattogeni e antiossidanti naturali, collaborando con nutrizionisti e micologi per tradurre la ricerca scientifica in informazioni accessibili. Il suo focus: separare le evidenze scientifiche dal marketing nel mondo degli integratori.